salta la barra Comune di Montemurlo  Archivio Storico del Comune di Montemurlo  Note alla premessa

Note alla premessa

[1] Per una corretta "riabilitazione di autorità e tradizione, nel quadro della teoria ermeneutica contemporanea si veda: H.G. Gadamer, verità e metodo, trad it. Milano 1972, cap II, in particolare pp. 325-334. "In ogni caso - sostiene Gadamer - il nostro rapporto col passato 'nel quale siamo continuamente impegnati, non è definito anzitutto dall'esigenza di un distacco e di'una liberazione da ciò che e tramandato. Noi stiamo invece costantemente dentro a delle tradizioni e questo non e un atteggiamento oggettivante che si ponga di fronte a ciò che tali tradizioni dicono come a qualcosa di diverso da noi, di estraneo; è invece qualcosa che già sempre sentiamo come nostro, un modello positivo o negativo, un riconoscersi nel quale il successivo giudizio storico non vedrà una conoscenza, ma un libero appropriarsi della tradizione" (ibid p.325). [ indietro ]

[2] Nell'impossibilità di offrire in questa sede un quadro esauriente della complessa problematica connessa alla definizione di 'archivio' e ai presupposti metodologici che il problema dell'ordinamento richiama, ci limitiamo a rinviare ai riferimenti bibliografici e critici proposti in maniera sintetica più avanti nella nota 7 circa lo status quaestionis attualmente dibattuta in Italia. [ indietro ]

[3] sull'opPortunità metodologica di considerare il lavoro archivistico in rapporto all'evoluzione degli interessi storiografici, cfr. A. d'Addario, Lezioni di archivistica, parte II Bari 1973, pp. 62 sgg.; P.d'Angiolini-C.Pavone, Gli archivi, "Storia d'Italia", vol. V, t. II, Torino, Einaudi 1973, pp. 1671 sgg.;G. Galasso, Fonti storiche, "Enciclopedia del Novecento", Istituto della Enciclopedia Italiana vol. VII, Milano 1984, pp. 198-212. I brani del d'Addario riportati nel testo sono tratti dall'opera sopra menzionata, p. 45. [ indietro ]

[4] M. BLOCH, Apologia della storia o mestiere di storico, trad. it. Torino 1969, pp. 77-78. [ indietro ]

[5] G. SAVINO, La Società pratese di storia patria: sessant'anni di presenza negli studi di storia toscana, "Archivio storico pratese", LII (1976), p. 17. [ indietro ]

[6] A. D'ADDABIO, Archivi ed archivistica in Toscana negli ultimi cento anni, "Rassegna storica toscana", I (1955), p. 64. [ indietro ]

[7] Per quanto concerne il concetto di archivio inteso nella sua specificità e distinzione con quelli di biblioteca e museo, restano ancora fondamentali i noti saggi di G. Cencetti, II fondamento teorico della dottrina archivistica, "Archivi", VI (1939), pp. 7-13, poi ristampato in ID., Scritti archivistici, Roma 1970, pp. 38-46; Sull'archivio come "universitas rerum", "Archivi", IV (1937), pp. 7-13, ora ibid., pp. 47-55; Inventario bibliografico e inventario archivistico, "L'Archiginnasio", XXXIV (1939), pp. 106-117 ora ibid., pp. 56-69. È tornato di recente sull'argomento A.d'Addario, Archivi e biblioteche. Affinità e differenze, "Rassegna degli Archivi di Stato", XXXVII (1977), pp.9-20. Nei confronti della tesi elaborata dal Cencetti di una pura e semplice corrispondenza fra 'archivio' e istituto che lo produce, F. Valenti e C. Pavone hanno sollevato fondate osservazioni critiche (Cfr. C. Pavone, Ma e poi tanto pacifico che l'archivio rispecchi l'istituto?, ivi, XXX (1970) pp. 145-149;F. Valenti Parliamo ancora di archivistica, ivi, XXXV (1975), pp. 161-197, in particolare pp.177-197) che hanno condotto alla conclusione — aperta a concrete verifiche — che l'archivio non riflette tanto o semplicemente l'attività dell'ente o persona che lo produce, ma rispecchia propriamente e direttamente, nel suo ordinamento formale, soprattutto il modo in cui l'istituzione organizza la propria memoria" (D'ANGIOLINI-PAVONE, Gli archivi, cit., p. 1676). [ indietro ]

[8] Come ricorda il d'Addario, fu nella seconda metà dell'Ottocento che, grazie anche alla scuola storica toscana del Bonaini e del Guasti, divenne chiara "l'idea che un fondo archivistico non dovesse esser considerato soltanto come una miniera di cimeli preziosi..., ma piuttosto come il risultato di un lungo e complesso processo formativo attuatesi storicamente, come un complesso organico di documenti la cui natura, struttura, e il cui processo formativo dovevano essere essi stessi posti come oggetto di uno studio preliminare, se vi si fosse voluto fare una ricerca non frammentaria e fortuita ma esauriente e criticamente guidata" (d'Addario, Lezioni di archivistica, cit.. I, pp. 41-42. [ indietro ]

[9] Per una riflessione critica su di essa, si rinvia all'ormai classica opera metodologica di H-I. Marrou, La conoscenza storica, trad.it. Bologna 1969. [ indietro ]

[10] M. Foucault, L'archeologia del sapere, trad. it. Milano 1971, p. 13. Per un inquadramento di quest'opera e dell'evoluzione del suo autore, cfr. T. STOIANOVICH, La scuola storica francese, Il paradigma delle "Annales", trad. it. Milano 1978, pp. 183-187. [ indietro ]

[11] Per lo sviluppo che tali tendenze hanno ricevuto soprattutto in Francia, cfr. il capitolo Serie e funzioni di STOIANOVICH, La scuola storica, cit., pp. 162-180. [ indietro ]

[12] Per un bilancio recente si rinvia ai diversi contribuiti presenti nel volume "La storia locale. Temi, fonti e metodi della ricerca", a cura di C. VIOLANTE, Bologna 1982. Pregi e difetti della storia locale italiana dall'Unità alla II guerra mondiale sono finemente analizzati da E. SESTAN, L'erudiziene storica in Italia, "Cinquant'anni di vita intellettuale italiana 1896-1946. Scritti in onore di Benedetto Croce per il suo ottantesimo anniversario", a cura di C. ANTONI e R. MATTIOLI, Napoli 1966, II, pp. 479-511. [ indietro ]

[13] Riprendiamo queste espressioni da G. CHITTOLINI, A proposito di storia locale per l'età del Rinascimento, la storia locale", cit., p. 122. [ indietro ]

[14] Ibtd., 124. [ indietro ]

[15] Ibid., 128. [ indietro ]

[16] Per la zona rappresentata dal circondario pratese esiste già un ottimo strumento, > la Guida storica e bibliografica degli archivi e delle biblioteche d'Italia, voi. I, provincia di Firenze, parte I Prato, a cura di R. PIATTOLI, Roma 1932. Per quanto riguarda l'archivio comunale di Montemurlo tuttavia, le indicazioni offerte dal Piattoli non sono in gran parte attendibili, come vedremo più avanti, cap. II, nota1. [ indietro ]

[17] Non ci sentiamo affatto di condividere la tesi di d'Angiolini e Pavone secondo cui per gli archivi comunali preunitari "soltanto una misura drastica, quale la concentrazione presso gli Archivi di Stato... potrebbe risolvere il problema della loro conservazione e valorizzazione" (Gli archivi, cit. pp. 1686-1687). Meritano di essere riproposte a questo riguardo le considerazioni del Bilancia: "In linea di principio la vitalità di un archivio si affievolisce allorché viene allontanato dalla sede geografica cui si riferiscono le memorie in esso contenute. Tutto ciò che ha attinenza con la storia, avendo valore di documento, salvo motivate e ben fondate eccezioni, ha diritto di essere conservato nel proprio contesto, che è storia esso stesso". (F. BILANCIA, Gli archivi comunali, "Quaderni di Italia nostra", n. 10 "Gli archivi: proposte di collaborazione per una migliore tutela", [Roma s.d.], p. 36). [ indietro ]

[18] E. CASSIRER, Saggio sull'uomo e lo strutturalismo nella linguistica moderna, trad. it. Roma 1982, p. 301. [ indietro ]

[19] Nel caso specifico degli archivi dei comuni minori della Toscana, ad esempio, è piuttosto infrequente la possibilità di trovarvi conservato tutto il materiale documentario ancora esistente delle precedenti forme di organizzazione amministrativa. Una porzione di esso è infatti rimasta non di rado giacente negli archivi comunali un tempo sedi delle antiche cancellerie comunitative o magistrature giudiziarie, Si potrà ovviare facilmente a questo inconveniente per mezzo della riproduzione fotografica o in microfilm del materiale conservato fuori del proprio archivio e con l'allestimento di un archivio fotografico che integrerà idealmente le fonti originali e faciliterà enormemente le ricerche degli studiosi. [ indietro ]

[20] Per la valorizzazione del patrimonio archivistico locale, si vedano i recenti contributi di S. ZANINELLI, Valore e utilizzazione del patrimonio archivistico locale, "Regione e archivi locali: problemi e prospettive", "Quaderni di documentazione regionale di "Cronache della Regione Lombardia"", n. 23 (1976); gli "Atti del convegno nazionale di Grottaferrata 22-25 giugno 1978" su Archivi biblioteche ed editoria libraria per la promozione culturale della società italiana, Roma s.d.; G. ALBINI - R. GRECI - M.C. VOLTA, Gli archivi storici comunali dei centri minori: due esempi di riordinamento (Casalmaggiore - Chieve), "Società e storia", n. 14 (1981), pp. 967-983. Sul problema di uno stimolante e integrativo rapporto di collegamento tra archivi storici e biblioteche locali, cfr. A. BARBETTA, Il collegamento dell'organizzazione archivistica locale al sistema delle biblioteche degli enti locali, "Regione e archivi locali", cit., pp. 195-203; R. PENSATO, Storia locale e biblioteca pubblica, "Organizzazione e funzionamento del sistema bibliotecario. Atti del Seminario di studi, 8-15 aprile 1978", Firenze 1979, pp. 77-89. Si ricorda, infine, che il Ministero per i beni culturali e ambientali, la Regione Toscana, il comune di Castelfiorentino e la Società storica della Valdelsa hanno organizzato un converno di studio su "Gli strumenti della ricerca storica locale: archivi e biblioteche" (Castelfiorentino, 14 giugno 1984). [ indietro ]

[21] Sarà assai utile, a questo proposito, precisare che "la valorizzazione dei documenti d'archivio non consiste affatto in attività promozionale, nell'organizzazione dell'uso culturale del bene, trattandosi anzi di pezzi unici che possono deteriorarsi irrimediabilmente attraverso un uso indiscriminato ed incauto. La valorizzazione è invece insita nel concetto di conservazione, la quale ultima... implica studio, ordinamento delle fonti e predisposizione dei mezzi di corredo, degli strumenti di ricerca, che, soli garantiscono alla collettività reale possibilità di accesso e di utilizzo dei documenti" Istituto per i beni artistici culturali naturali della Regione Emilia-Romagna, Informazioni, n.s. I (gennaio-febbraio 1984), p. 4). [ indietro ]

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